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		<title>3 consigli per restare in forma</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 15:03:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diada</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Imparate a respirare Imparate a respirare profondamente. Ispirate con il naso gonfiando il vostro ventre (e non il petto), sentirete il vostro diaframma scendere. Espirate soffiando con la bocca e stringendo il ventre, dovete sentire il vostro diaframma risalire sotto le vostre costole. Idratatevi L’idratazione è molto importante per il vostro corpo. Tutti i nutrizionisti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.informamedica.info/wp-content/uploads/2012/01/informa.png"><img class="alignright size-medium wp-image-49" title="informa" src="http://www.informamedica.info/wp-content/uploads/2012/01/informa-300x199.png" alt="" width="300" height="199" /></a>Imparate a respirare</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Imparate a respirare profondamente. Ispirate con il naso gonfiando il vostro ventre (e non il petto), sentirete il vostro diaframma scendere. Espirate soffiando con la bocca e stringendo il ventre, dovete sentire il vostro diaframma risalire sotto le vostre costole.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Idratatevi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’idratazione è molto importante per il vostro corpo. Tutti i nutrizionisti sono d’accordo sul fatto che sembra necessario bere almeno 1,5l d’acqua al giorno, al di fuori dei pasti. Un piccolo trucco molto semplice da applicare: bevete un bicchiere d’acqua ogni mattina, appena alzati e uno la sera prima di coricarvi. Questo gesto semplice permette di purificare il sistema digestivo, ed idratare il corpo efficacemente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mangiate vitamine</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Gli studi lo provano: un contributo sufficiente in vitamine e sali minerali riduce la percentuale di cancro, in particolare nell’uomo. Allora non esitate a mangiare frutta e verdura. Meglio se potete fare affidamento sulla natura, ma se così non riuscite a soddisfare il vostro fabbisogno allora ricorrerete alle vitamine in complemento, e particolarmente alla vitamina C.</p>
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		<title>Counseling nutrizionale: La salute vien mangiando</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 14:40:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diada</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se è vero che “noi siamo quello che mangiamo”, come asseriva il filosofo Feuerbach, allora formiamoci con il counseling nutrizionale: un approccio innovativo che applica le competenze di base del counseling per educare ad una corretta alimentazione. Il counseling nutrizionale è un approccio rivolto all’individuo o a piccoli gruppi basato sullo scambio interattivo di informazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.informamedica.info/wp-content/uploads/2012/01/counseling.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-44" title="counseling" src="http://www.informamedica.info/wp-content/uploads/2012/01/counseling-300x199.png" alt="" width="300" height="199" /></a>Se è vero che <strong>“noi siamo quello che mangiamo”</strong>, come asseriva il filosofo Feuerbach, allora formiamoci con il <strong>counseling nutrizionale:</strong> un approccio innovativo che applica le competenze di base del counseling per educare ad una corretta alimentazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il counseling nutrizionale è un approccio rivolto all’individuo o a piccoli gruppi basato sullo scambio interattivo di informazioni fra consulente e utente</strong> finalizzato a fornire un’educazione nutrizionale, ricercando strategie concrete per un nuovo stile comportamentale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il counseling nutrizionale svolge una funzione di prevenzione rispetto alle più importanti malattie dell’era moderna</strong>, patologie cardiovascolari e tumori: ecco perché è rivolto a tutti, sia a soggetti sani che vogliono modificare in meglio le loro abitudini alimentari, sia a soggetti a rischio, come per esempio persone in sovrappeso. L’obiettivo del counseling nutrizionale è di ridurre i comportamenti correlati ad un disturbo alimentare, minimizzare le restrizioni dietetiche, aumentare la varietà dei cibi e incoraggiare l’attività fisica.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Counseling nutrizionale: </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>modalità e tecniche</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">All’inizio di un percorso di counseling nutrizionale viene somministrato <strong>un questionario</strong> circa l’assunzione di cibo e stili di vita, oltre a eventuali allergie e intolleranze alimentari. In un secondo momento il counselor valuta <strong>bisogni e motivazioni del paziente.</strong> Imprescindibile la rilevazione dei dati antropometrici: altezza, peso, BMI (l’Indice di Massa Corporea). Una volta raccolte informazioni sullo stile di vita del soggetto e sulla condotta attuale, anche allo scopo di dirimere dubbi, confusione e sfatare miti o credenze sul cibo o su gruppi di alimenti, si utilizzano sessioni educazionali volte ad <strong>ampliare le conoscenze </strong>e ad <strong>aumentare le competenze, </strong>supportando il paziente a gestire il cambiamento e l’integrazione delle nuove modalità nutrizionali nella vita quotidiana.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>È importante allenare i pazienti all’auto-osservazione </strong>attraverso il monitoraggio giornaliero sul consumo di cibo (diari alimentari) e del contesto (psico-sociale) in cui avviene.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il counselor infatti aiuta il paziente  a percepire, capire e agire sugli eventi che si verificano nel suo ambiente, </strong>al fine di permettergli il raggiungimento degli obiettivi prefissati.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gli incontri sono chiaramente guidati da quelle che sono le tecniche di base caratterizzanti l’intervento di counseling: </strong></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>costruzione della relazione;</li>
<li>ascolto attivo, empatico e non direttivo;</li>
<li>facilitazione e formulazione delle domande;</li>
<li>esplorazione dei problemi, messa in discussione e cambiamento.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Obiettivi indiretti raggiungibili con questo tipo di intervento sono l’aumento nel soggetto del <strong>senso di autoefficacia e dell’autostima.</strong> L’individuo è anche in questo contesto l’artefice dei propri cambiamenti.</p>
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		<title>I medici che hanno  fatto storia&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 14:35:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diada</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 0]]></category>

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		<description><![CDATA[William Harvey (Folkestone, 1 aprile 1578 - Roehampton, 3 giugno 1657) &#160; è stato un medico inglese, il primo scienziato a descrivere accuratamente il sistema circolatorio umano e le proprietà del sangue pompato dal cuore in tutto il corpo. William Harvey dimostrò già in tenera età una profonda passione per lo studio dei classici e del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>William Harvey </strong></h3>
<h5><strong>(Folkestone, 1 aprile 1578 - Roehampton, 3 giugno 1657)</strong></h5>
<p><a href="http://www.informamedica.info/wp-content/uploads/2012/01/medicistoria.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-33" title="medicistoria" src="http://www.informamedica.info/wp-content/uploads/2012/01/medicistoria-221x300.png" alt="" width="221" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>è stato un medico inglese, il primo scienziato a descrivere accuratamente il sistema circolatorio umano e le proprietà del sangue pompato dal cuore in tutto il corpo. William Harvey dimostrò già in tenera età una profonda passione per lo studio dei classici e del latino. Conseguito il diploma nel 1597, viaggiò attraverso la Francia, la Germania e l’Italia, dove, nel 1600, si trasferì all’Università di Padova. A Padova studiò medicina e fu allievo di Girolamo Fabrici d’Acquapendente, successore di Gabriele Falloppio e del filosofo Cesare Cremonini. Della laurea in medicina, avvenuta il 25 aprile del 1602 all’età di 24 anni, si racconta che avesse così compitamente conseguito il suo titolo di studi da superare di gran lunga le aspettative dei suoi esaminatori.</p>
<p><strong>L’opera che lo rese famoso</strong></p>
<p>Pubblicata nel 1628 nella città di Francoforte, l’opera “Exercitatio anatomica de motu cordis et sanguinis in animalibus” contiene le teorie di Harvey sulla scoperta della circolazione sanguigna. L’attenzione dell’autore è tutta rivolta a due argomenti specifici: l’azione del cuore e il circolo del sangue nell’organismo. Egli stesso afferma di aver riscontrato in questo compito grandi difficoltà:</p>
<p><em>“&#8230; Ho trovato questo compito tanto arduo che ero quasi tentato di pensare che il movimento del cuore potesse essere compreso solo da Dio&#8230;”.</em></p>
<p>Harvey, non avendo a disposizione il microscopio ma solo una lente d’ingrandimento, non poteva dimostrare sperimentalmente la connessione tra strutture anatomiche e flusso sanguigno. Tuttavia, con un semplice esperimento di legatura a un braccio, dimostrò che questa connessione esiste:</p>
<blockquote><p>• Si applica a un braccio una legatura tanto stretta da bloccare sia il flusso venoso che quello arterioso al di sotto;</p>
<p>• Si allenta la legatura per far nuovamente scorrere il sangue arterioso nel braccio, impedendone però un normale flusso venoso;</p>
<p>• Si osserva che le vene sotto la legatura si gonfiano, segno che il sangue arterioso giunge fino alla mano per poi tornare indietro verso il cuore attraverso il sistema venoso;</p></blockquote>
<p>I metodi di analisi utilizzati da Harvey per la stesura del “De Motu Cordis” consistevano nella vivisezione di molti animali di specie diverse. La scoperta è stata fatta osservando il cuore di animali come l’anguilla, la lumaca, il pulcino e persino il piccione.</p>
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		<title>Anche i dentini da latte sono importanti</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 14:31:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diada</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando spuntano i dentini? I dentini cominciano a formarsi quando il bambino è ancora nella pancia della mamma, verso il secondo &#8211; terzo mese di gravidanza. Succede, quindi, che ogni neonato, sin dal primo istante di vita, abbia già nelle sue gengive quelli che saranno i futuri dentini. Per poterli vedere spuntare, tuttavia, bisogna, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.informamedica.info/wp-content/uploads/2012/01/dentilatte.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-27" style="margin-top: 4px; margin-bottom: 4px;" title="dentilatte" src="http://www.informamedica.info/wp-content/uploads/2012/01/dentilatte-209x300.png" alt="" width="209" height="300" /></a>Quando spuntano i dentini?</strong> I dentini cominciano a formarsi quando il bambino è ancora nella pancia della mamma, verso il secondo &#8211; terzo mese di gravidanza.</p>
<p style="text-align: justify;">Succede, quindi, che <strong>ogni neonato, sin dal primo istante di vita, abbia già nelle sue gengive quelli che saranno i futuri dentini.</strong> Per poterli vedere spuntare, tuttavia, bisogna, in genere, aspettare diversi mesi. I primi dentini compaiono, nella maggior parte dei casi, tra il sesto e l’ottavo mese. Ma questa non è una regola ferrea. Succede spesso che il primo dentino compaia in un intervallo temporale molto più ampio.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarà così possibile vedere bambini di 4 mesi con già qualche dentino, mentre per altri potrebbe essere necessario attendere fino al 17° mese per osservare la “sospirata” comparsa. In entrambi i casi, lo ribadiamo,<strong> si tratta di fenomeni normali.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quali sono i “fastidi” legati alla comparsa dei dentini?</strong> La comparsa dei dentini è un evento normale dello sviluppo e, in genere, non rappresenta un problema per il lattante. <strong>Alcuni sintomi, però, possono essere messi direttamente in relazione con lo spuntare dei dentini, come:</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>-  la salivazione abbondante</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>-  la voglia di mordicchiare tutto quello che capita a tiro</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>-  il rigonfiamento delle gengive</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>-  irrequietezza notturna. </em></p>
<p style="text-align: justify;">In genere non c’è una vera e propria sintomatologia dolorosa ma vi può essere una sensazione di “fastidio” di grado variabile che può irritare il lattante. Il vostro pediatra saprà consigliarvi, se fosse necessario, il rimedio giusto a seconda dei casi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>È opinione diffusa che alla comparsa dei dentini siano legati anche eventi patologici più importanti, quali la febbre, episodi di diarrea e bronchiti.</strong> Non è stata, finora, provata alcuna connessione diretta tra questi episodi e la dentizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Si ipotizza, tuttavia, che la nascita dei dentini <strong>possa rendere il bambino più “sensibile” a infezioni virali respiratorie e gastrointestinali</strong> che rappresentano la vera causa dei sintomi descritti sopra. Anche in questo caso sarà il vostro pediatra a consigliare la terapia giusta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Bisogna avere cura dei denti da latte?</strong> I denti da latte sono destinati a cadere. La sostituzione dei dentini da latte con denti permanenti, comincia normalmente attorno al sesto anno di vita e prosegue fino al dodicesimo. <strong>È importante, perciò, avere cura anche dei denti da latte </strong>perché accompagneranno la vita del nostro bambino per un periodo di tempo piuttosto lungo. Innanzitutto è necessario evitare assolutamente di dolcificare il succhiotto con zucchero o miele.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa abitudine, purtroppo usata per calmare il piccolo, <strong>produce la presenza di carie assai dolorose sui dentini da latte che si presentano più fragili o possono addirittura spuntare già cariati.</strong> In secondo luogo, i dentini dovranno essere puliti con uno spazzolino bagnato. <strong>Non è consigliabile usare il dentifricio fino a quando il </strong><strong>bambino non sarà in grado di lavare i dentini senza ingoiarlo.  </strong>In ultimo, e in accordo con il vostro pediatra, che valuterà la quantità di fluoro presente nelle acque della vostra zona, potrebbe essere utile somministrare del fluoro al vostro bambino. <strong>La somministrazione di fluoro, condotta correttamente, si è dimostrata efficace nel ridurre l’incidenza della carie anche sui denti permanenti, </strong>rinforzandone lo smalto e riducendo la formazione della “placca batterica”.</p>
<p style="text-align: justify;">Conservare correttamente i denti da latte, inoltre, è utile per consentire <strong>un corretto sviluppo delle arcate dentarie e consentire ai denti permanenti di trovare il giusto spazio </strong>quanto toccherà a loro spuntare. Per questo motivo anche i denti da latte sono importanti e vanno salvaguardati.π</p>
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		<title>Iniezioni di ottimismo!</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 14:25:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diada</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domande di genetica - Signor dottore come mai io e mia moglie abbiamo avuto un figlio coi capelli rossi, mentre nessuno di noi li ha cosi?. - Ma voi quante volte fate all’amore?. - Una volta all’anno. - E’ chiaro: e’ la ruggine! &#160; Dalla sala operatoria Due amici stanno discutendo: - Ma allora perché sei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.informamedica.info/wp-content/uploads/2012/01/iniezioni_felicita.png"><img class="alignright size-medium wp-image-21" title="iniezioni_felicita" src="http://www.informamedica.info/wp-content/uploads/2012/01/iniezioni_felicita-300x249.png" alt="" width="300" height="249" /></a>Domande di genetica</strong></p>
<p>- Signor dottore come mai io e mia moglie abbiamo avuto un figlio coi capelli rossi, mentre nessuno di noi li ha cosi?.</p>
<p>- Ma voi quante volte fate all’amore?.</p>
<p>- Una volta all’anno.</p>
<p>- E’ chiaro: e’ la ruggine!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Dalla sala operatoria</strong></p>
<p>Due amici stanno discutendo:</p>
<p>- Ma allora perché sei scappato dalla sala operatoria prima dell´operazione?</p>
<p>- Perché l´infermiera continuava a ripetere: “Coraggio, non abbia paura, è un intervento semplicissimo…</p>
<p>- E allora? Non ti ha tranquillizzato?</p>
<p>- No, perché lo diceva al chirurgo!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Problemi di circolazione</strong></p>
<p>- Dottore, mi si addormenta spesso la gamba!</p>
<p>- Stia tranquillo, non è nulla.</p>
<p>- Si, ma la mia russa!!!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il cleptomane</strong></p>
<p>- Dottore sono un inguaribile cleptomane, mi aiuti!</p>
<p>- Non si preoccupi&#8230; le do</p>
<p>qualcosa da prendere tutti i giorni!.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La natura contro la sindome influenzale</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 14:18:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diada</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“I rimedi omeopatici e fitoterapici costituiscono un valido aiuto nella prevenzione e terapia nella sindrome influenzale.  Tra i complessi omeopatici utili a stimolare il sistema immunitario ricordiamo prevalentemente Anas barbarie, Echinacea, Influenzinum, Vincetoxicum hirundaria, Sulfur, Staphylococcinum, Streptococcinum. In genere si assume un tubo-dose a settimana per la durata del periodo epidemico o in fase acuta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em><a href="http://www.informamedica.info/wp-content/uploads/2012/01/influenza.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-15" title="influenza" src="http://www.informamedica.info/wp-content/uploads/2012/01/influenza-198x300.png" alt="influenza" width="198" height="300" /></a>“I rimedi omeopatici e fitoterapici costituiscono un valido aiuto nella prevenzione e terapia nella sindrome influenzale. </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tra i complessi omeopatici utili a stimolare il sistema immunitario ricordiamo prevalentemente <strong>Anas barbarie, Echinacea, Influenzinum, Vincetoxicum hirundaria, Sulfur, Staphylococcinum, Streptococcinum.</strong> In genere si assume un tubo-dose a settimana per la durata del periodo epidemico o in fase acuta un tubo dose ogni 12 ore per 3 giorni; nei bambini è consigliato dimezzare la dose.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel repertorio fitoterapico troviamo inoltre una vasta gamma di prodotti destinati alla preparazione di tisane, infusi e decotti per stimolare fegato, rene, apparato respiratorio e cute, con l’intento di evitare l’accumulo di tossine.  E’ possibile inoltre stimolare le difese immunitarie utilizzando alcune piante e gemme che possiedono anche proprietà antibatteriche e/o antivirali;</p>
<p><strong>tra queste ricordiamo:</strong></p>
<p><strong>• Propoli</strong></p>
<p><strong>• Echinacea • Angustifolia,purpurea e pallida</strong></p>
<p><strong>• Astragalo</strong></p>
<p><strong>• Uncaria</strong></p>
<p><strong>• Curcuna</strong></p>
<p><strong>• Eleuterococco</strong></p>
<p><strong>• Aloe Vera</strong></p>
<p><strong>• Prunus Spinosa</strong></p>
<p><strong>• Rosa canina</strong></p>
<p><strong>• Vitis vinifera</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un altro valido aiuto viene dagli oligoelementi</strong> (manganese, rame, oro, argento, zolfo, bismuto, cobalto), che stimolano e modulano le difese immunitarie e sono in grado di lavorare in sinergia con i rimedi omeopatici.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Chi dice donna dice&#8230; dolore cronico!</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 00:24:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diada</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 0]]></category>

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		<description><![CDATA[Ben 12 milioni di donne occidentali soffrono di dolore cronico.  Questi i dati forniti dallo studio condotto dall’Associazione internazionale per lo studio del dolore (Iasp) e riportati dal Corriere della Sera del 13 ottobre 2011 a firma di Vera Martinella della Fondazione Veronesi, in cui si fa riferimento anche all’osteopatia tra le soluzioni possibili e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Ben 12 milioni di donne occidentali soffrono di dolore cronico. </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.informamedica.info/wp-content/uploads/2012/01/dolore_cronico.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-6" title="dolore_cronico" src="http://www.informamedica.info/wp-content/uploads/2012/01/dolore_cronico-300x199.png" alt="dolore_cronico" width="300" height="199" /></a>Questi i dati forniti dallo <strong>studio condotto dall’Associazione internazionale per lo studio del dolore</strong> (Iasp) e riportati dal Corriere della Sera del 13 ottobre 2011 <strong>a firma di Vera Martinella della Fondazione Veronesi,</strong> in cui si fa riferimento anche all’osteopatia tra le soluzioni possibili e accreditate alla soluzione del problema. <strong>Il 39,6 per cento delle donne lo sperimenta nel proprio quotidiano, contro il 31 per cento degli uomini, con un sensibile aumento all’avanzare dell’età, 30,4% prima dei 18 anni, 40,1% dopo i 65. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non rassicurano nemmeno i dati forniti da un’indagine italiana sull’osteoporosi a cura dell’<strong>Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna e del Centro Studi Mundipharma</strong> che, su circa mille donne coinvolte, ha rilevato che sette su dieci patiscono un dolore cronico, in metà dei casi di forte intensità (48,9 per cento), ma solo l’11,5 per cento si dichiara soddisfatta delle terapie. Forse per il fatto che <strong>nel 59 per cento dei casi il dolore non viene misurato.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dalla cefalea all’artrosi alla fibromialgia e osteoporosi; dalla lombalgia e lombo sciatalgia alle  ernie, vasculopatie, crolli vertebrali, neuropatie periferiche e il dolore da cancro sono le patologie con sintomatologia dolorosa più diffuse e, proprio <strong>in Italia, tantissime sono le donne che soffrono “inutili” dolori, e che attraverso un trattamento corretto potrebbero evitarsi tanta sofferenza quotidiana. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’osteopatia aiuta perché cerca la causa del dolore per  risolvere il problema alla radice.</strong> “Il dolore cronico – spiega al Corriere Micaela Huscher, specialista in Anestesia e Rianimazione agli Ospedali Civili di Brescia &#8211; è una degenerazione di un campanello di allarme che ha il compito di avvertire che qualche cosa nel fisico non funziona”. <strong>Il compito dell’osteopata è carpire ciò che non funziona nell’organismo.</strong></p>
<p><strong><em>Consigli per una schiena in forma</em></strong></p>
<p><strong><em>La posizione seduta</em></strong></p>
<p><strong><em>Come fare: </em></strong>Portate bene indietro il bacino appoggiandovi allo schienale, per scaricare su di esso parte delle forze che arrivano sulla colonna; mantenete la lordosi lombare, ossia quella curva della parte bassa della schiena che tutti abbiamo quando restiamo in piedi e che perdiamo quasi automaticamente quando ci mettiamo seduti.</p>
<p><strong><em>Consigli: </em></strong>Per leggere o scrivere inclinate il busto avanti a livello delle anche, poggiando i gomiti sul piano di lavoro.</p>
<p><strong><em>La posizione in piedi</em></strong></p>
<p><strong><em>Come fare: </em></strong>Non rimanete fermi nella stessa posizione per lungo tempo. Se possibile, appoggiate il bacino o la schiena ad un ripiano o ad un muro.</p>
<p><strong><em>Consigli: </em></strong>Allargate la base di appoggio distanziando i piedi. Posate un piede su un appoggio, cambiando spesso il piede di sostegno. Se dovete svolgere qualche compito particolare (per esempio stirare o disegnare), mantenete alla giusta altezza il piano di lavoro.</p>
<p><strong><em>Come sollevare pesi</em></strong></p>
<p><strong><em>Come fare: </em></strong>Piegate le gambe, portate bene indietro il bacino, mantenete la schiena diritta ed il peso il più vicino possibile lungo tutto il suo percorso; per pesi leggeri si può sollevare un arto teso indietro con un movimento a bilanciere tra la gamba ed il tronco, appoggiando un arto superiore ad un piano.</p>
<p><strong><em>Consigli: </em></strong>Prevenite i problemi conoscendo i limiti della vostra forza. Non ruotate il tronco durante gli sforzi.</p>
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